Cause della vulvodinia
Le infezioni genitali femminili sono causate da uno squilibrio dell'ambiente vaginale. Quando l'ecosistema vaginale è alterato si creano le condizioni che favoriscono il sopravvento di alcuni microorganismi sulla normale flora batterica. Tali microrganismi possono dare origine a sintomi quali prurito e bruciore intimo, perdite vaginali maleodoranti e cistite.
Attraverso un tampone vaginale completo è possibile effettuare uno studio della flora batterica e individuare il tipo di infezione in atto.
Tipi di infezione vaginale
Quali sono i tipi di infezione vaginale?
Le infezioni vaginali possono esser classificate in 5 gruppi in base al tipo di patogeno che ha preso il sopravvento sugli altri:
- Batteri anaerobi (vaginosi)
Sono batteri che vivono in assenza di ossigeno, NORMALMENTE presenti in vagina (stafilococco anaerobio, streptococco anaerobio, Ureaplasma, Trichomonas, Gardnerella e Mycoplasma). Finché restano in equilibrio con il resto della flora batterica i batteri anaerobi sono innocui. Quando questo equilibrio si altera subentra VAGINOSI, un'infezione caratterizzata da: ph vaginale superiore a 4.5, abbondanti perdite bianco-grigiastre e maleodoranti, assenza di infiammazione, odore di pesce, prurito (spesso riferito come "prurito intimo") soprattutto in fase post mestruale e dopo i rapporti sessuali. - Batteri aerobi (vaginite)
Sono batteri che vivono in presenza di ossigeno, innocui, generalmente di provenienza intestinale, NORMALMENTE presenti in vagina (Streptococco, Enterococco, Escherichia coli, Klebsiella, Proteus mirabilis, Pseudomonas, ...).Finché restano in equilibrio con il resto della flora batterica i batteri aerobi sono innocui. Quando questo equilibrio si altera subentra VAGINITE, un'infezione caratterizzata da: franca infiammazione delle mucose, bruciore "intimo", prurito, dispareunia, eritema, talvolta ulcerazioni, perdite giallastre maleodoranti, ma senza odore di pesce tipico della vaginosi. Il ph risulta elevato e supera addirittura il 6. - Candida (micosi da candida)
La candida è un fungo (più precisamente un lievito) presente normalmente in piccole quantità nella nostra vagina. Numerose sono le specie di candida vaginale, ma quella rappresentativa della flora batterica è in genere albicans. Finché resta in equilibrio con il resto della flora batterica la candida è innocua. Quando questo equilibrio si altera subentra MICOSI DA CANDIDA, caratterizzata da perdite ricottose, bruciore intimo , prurito, eritema. - Lattobacilli (citolisi)
I lattobacilli sono batteri Gram+ e rappresentano i microrganismi maggiormente presenti in vagina. Questi batteri proteggono l'ambiente vaginale dall'attacco di microrganismi patogeni. Finché restano in equilibrio con il resto della flora batterica i lattobacilli sono innocui. Quando i lattobacilli aumentano notevolmente rispetto alla quantità normale (evento raro) subentra CITOLISI. La citolisi è caratterizzata da secrezioni bianche simili a quelle dovute a candida. La sintomatologia di solito è assente. - Microrganismi provenienti dall'esterno (malattie sessualmente trasmesse)
Sono microrganismi che NON fanno parte della normale flora batterica vaginale. Si tratta di virus (Herpes virus, hpv), batteri (Chlamydia trachomatis, gonorrhoeae) o protozoi (thricomonas vaginalis). Quando vengono trasmessi dalla persona infetta attraverso (soprattutto) rapporti sessuali provocano MALATTIE SESSUALMENTE TRASMESSE (MST). I sintomi variano in base al tipo di patogeno coinvolto. Alcune MST sono provocate da microrganismi che usano gli organi sessuali solo come strumenti per penetrare nel corpo umano senza provocare danni locali a livello genitale, ma in altre sedi (AIDS, epatite B e C).
L'infezione vaginale più comune è la vaginosi batterica, seguita dalla micosi da candida, dalla vaginite aerobica e infine dalle malattie sessualmente trasmesse. La citolisi sintomatica è una condizione piuttosto rara.
Approfondimento: Flora batterica vaginale
Convenzioni per i soci
I fattori che scatenano l'infezione
Quali sono i fattori scatenanti l'infezione?
L'equilibrio vaginale e quindi la salute genitale sono garantite da tre fattori fondamentali: la presenza di lattobacilli vaginali , il ph vaginale acido e l'integrità delle mucose genitali. Tutto ciò che compromette una di queste 3 variabili predispone la donna allo sviluppo di un'infezione genitale. Questo equilibrio può essere rotto da diverse cause:
- Terapie antibiotiche. È ampiamente dimostrato che i trattamenti antimicrobici impiegati nelle affezioni vaginali uccidono i lattobacilli alterando la flora batterica vaginale.
- Diminuzione di estrogeni. La diminuzione degli estrogeni ed il conseguente aumento del progesterone alza il ph e diminusce i lattobacilli, che lasceranno il posto ai patogeni. Gli estrogeni diminuiscono uno o due giorni prima del ciclo mestruale, in gravidanza, in menopausa, in caso di terapie ormonali anticoncezionali.
- Lesioni della mucosa. Se il tessuto vaginale fosse integro riuscirebbe a difendersi da eventuali patogeni che fossero riusciti a eludere il controllo dei lattobacilli. Venendo meno questo primo strato di cellule squamose superficiali più resistenti, la mucosa resta più vulnerabile agli attacchi microbici.
- Igiene inadeguata. L'igiene intima frequente, i prodotti detergenti e le lavande vaginali, oltre a togliere meccanicamente la normale flora batterica difensiva, provocano sensibilizzazione, reazioni irritative locali e riduzione delle capacità difensive della mucosa vaginale.
- Rapporti sessuali. Il rapporto sessuale praticato in condizioni di assenza di desiderio, scarsa lubrificazione o contrattura muscolare comporta un maggior attrito effettuato dal pene sulla mucosa vaginale con conseguenti microlesioni, che comprometteranno l'integrità dello strato di cellule squamose.
- Debilitazione fisica. A causa di terapie cortisoniche e immunosoppressive, infezioni ricorrenti, deficit immunitari, malattie prolungate, dimagrimenti importanti e improvvisi, disbiosi intestinale, alimentazione scorretta, stress, intossicazioni da metalli pesanti, diabete, ecc.
Approfondimento: Fattori scatenanti delle infezioni genitali
Approfondimento: Le difese genitali
Approfondimento: Com'è fatto il tessuto vaginale
Le complicanze
Quali sono le complicanze dell'infezione vaginale?
Oltre alla vagina i patogeni possono aggredire la vulva, la cervice e l'utero provocando bruciore, dispareunia, prurito e perdite grigiastre, bianche o gialle.
Spesso l'infezione coinvolge anche la parte dell'uretra che sbocca verso l'esterno e le ghiandole parauretrali dando una sintomatologia più simile a quella dovuta alla cistite, che non all'infezione vaginale: bruciore alla minzione, sensazione di mancato svuotamento, urgenza, frequenza.
Dal meato uretrale l'infezione può risalire attraverso l'uretra fino alla vescica dando origine ad una reale cistite. In questi casi purtroppo viene curata solo l'infezione urinaria con antibiotici che alterano ulteriormente le condizioni della flora batterica vaginale. Perdurando lo squilibrio vaginale (incrementato dall'antibiotico stesso) e quindi il serbatoio batterico genitale, aumenteranno le condizioni favorevoli allo sviluppo di ulteriori cistiti e vaginiti.
Raramente accade che patogeni di diverse specie contemporaneamente risalgano dalla vagina verso gli organi più interni (le tube di Fallopio, l'utero, le ovaie ed il peritoneo pelvico). La conseguenza è la malattia infiammatoria pelvica (MIP) caratterizzata da dolore nella parte inferiore dell'addome talvolta accompagnata da dispareunia, perdite di sangue al di fuori della fase mestruale, febbre, perdite vaginali anomale, aumento del flusso mestruale, dolore lombare, sintomi urinari, dolore alla mobilizzazione dell'utero, debolezza, diarrea, vomito, infezioni genitali ricorrenti, contrattura muscolare pelvica.
Approfondimento: Ureaplasma e Mycoplasma: allarmismo ingiustificato
Approfondimento: Complicazioni in gravidanza
La cura ideale per vaginiti, vaginosi, candida e citolisi
Quali sono gli approcci terapeutici per la cura delle infezioni vaginali?
Le cure delle infezioni vaginali prevedono due tipi di approccio terapeutico:
- approccio tradizionale demolitivo, che punta alla lotta del patogeno tramite l'uso di antibiotici,
- approccio ricostruttivo, che punta al ripristino delle difese fisiologiche attraverso prodotti naturali.
Purtroppo la terapia di prima scelta nel trattamento delle infezioni vaginali è antibiotica. Gli antibiotici alterano la flora batterica vaginale ed intestinale, sensibilizzano le mucose e abbassano le difese immunitarie. Inoltre spesso l'antibiotico scelto risulta errato per mancata conoscenza della differenza tra vaginiti e vaginosi.
Poiché le infezioni vaginali sono sempre la conseguenza della triade alterazione ph, diminuzione lattobacilli e indebolimento mucosa genitale, invece di combattere i patogeni (quindi la conseguenza) con terapie che hanno sicuri effetti collaterali, sarebbe molto più efficace lavorare sulle cause principali, ripristinando quindi le quantità ottimali di lattobacilli vaginali, abbassando il ph e rinforzando le mucose.
A questo proposito nel nostro forum in questi anni abbiamo accumulato molte esperienze e molte testimonianze sulle terapie utili per le infezioni vaginali. Analizzando i vari risultati ottenuti abbiamo formulato un protocollo basato sui principi attivi che finora hanno dimostrato il miglior rapporto tra beneficio ed effetti collaterali. Il protocollo si chiama “Protocollo Miriam” in onore della prima donna che l'ha sperimentato in maniera completa ottenendo notevoli benefici.
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Infatti, se la flora batterica è in equilibrio, il ph è acido e le mucose sono integre, l'arrivo del patogeno viene automaticamente contrastato e l'infezione impedita. Questo concetto è estremamente importante perché è la causa di TUTTE le infezioni genitali e quindi la base dei rimedi naturali proposti dal nostro approccio.
“Il miglior comandante non è colui che riporta cento vittorie su cento battaglie, ma colui che vince senza combattere...”
(Sun Tzu “Arte della guerra”)
Approfondimento: Consigli comportamentali in caso di fragilità vulvare
Approfondimento:Terapia delle vaginiti e delle vaginosi
Approfondimento: Terapia della candida
Leggi sul Forum Storie personali di Vaginiti e Vaginosi e Testimonianze di guarigione da Vaginiti e Vaginosi
Bibliografia
- “Vaginite aerobica: una forma di alterazione della flora batterica vaginale, distinta dalla vaginosi batterica” Donder GG, Vereecken A, Bosmans E, Dekeersmaecker A, Salembier G, Spitz B. Department of Obstetrics and Gynaecology, University Hospital Gasthuisberg, Catholic University of Leuven, Belgium. BJOG 2002 Jan;109(1):34-43
- “Infezioni vaginali un problema banalizzato?" Brunella Guerra U.O. di Medicina dell’Et? Prenatale Unit? Complessa di Istituti di Ginecologia e Ostetricia Universit? degli Studi di Bologna
- “Hic sunt escherichiae” “L’ignoto agente era una vecchia conoscenza: sotto mutati aspetti" Sergio Angeletti Riv. It. Ost. Gin. - 2005 - Vol. 8, pag. II
- "Ecosistema vaginale: espressione di un equilibrio dinamico" F.De Seta, S.Sacco, E.Bianchini, S.Smiroldo, Businelli C., S.Guaschino
- Clinica Ostetricia e Ginecologia- IRCCS B.Garofolo Università degli studi di Trieste
- "Fisiopatologia della microflora aerobia ed anaerobia in gravidanza" Alberto Biamonti , Daniele Vittori , Marie Louise Ngouma Tetang Dipartimento Materno Infantile , Unità Operativa Colposcopia Cristo Re , Roma
- “L'ecosistema vaginale” Gianna Tempera, 81° congresso S.I.G.O – 46° A.O.G.O.I – 13° A.G.U.I, 20/24 settembre 2005, Bologna
- Chieffi, Bonfirraro, Fimiani. “Ginecologia ambulatoriale”, See Firenze
- “Efficacia dell’utilizzo del Lactobacilllus paracasei subsp. paracasei F19 nella vaginosi e nella prevenzione delle recidive di vaginite somministrato per via orale contemporaneamente ad un Lactobacil-lus acidofilus per via vaginale”Delia A., Morgante G., Rago G., Musacchio M. C., Petraglia F., De Leo V. Unità di Ostetricia e Ginecologia Dipartimento di Pediatria, Ostetricia e Medicina della Riproduzione Università degli Studi di Siena, Siena
- Scritto da Rosanna Piancone
- - Cistite.info APS e convalidato dal Comitato Scientifico
Le infezioni vaginali possono essere provocate da microrganismi provenienti dal nostro stesso organismo (dall'intestino o dalla stessa vagina) o da microrganismi che provengono dall'esterno.
Microrganismi provenienti dal nostro organismo
Le infezioni provocate da microrganismi già presenti nel nostro organismo vengono distinte in 4 tipi:
- le vaginiti aerobiche, tutte le infezioni causate da batteri aerobi di origine prevalentemente intestinale
- le vaginosi batteriche anaerobiche, le infezioni vaginali più frequenti rappresentate dall'aumento della flora batterica anaerobia di provenienza vaginale
- le micosi da candida, un microrganismo innocuo presente normalmente nel nostro corpo che in presenza di fattori predisponenti cambia forma e diventa patogeno
- la citolisi, l'eccesso di lattobacilli di Doderlein può alterare il normale equilibrio vaginale che diventa troppo acido danneggiando le cellule delle mucose.
Non si tratta di infezioni vere e proprie, ma di una colonizzazione eccessiva di microrganismi normalmente presenti in vagina, in cui il rapporto di 1/10 tra patogeni e lattobacilli si innalza fino ad invertirsi in favore dei primi.
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Microrganismi provenienti dall'esterno
Si tratta di germi non presenti nel nostro organismo e che vengono trasmessi attraverso rapporti sessuali con la persona infetta. Per tale motivo queste infezioni vengono definite malattie sessualmente trasmesse (MST). Esse possono essere virali (herpes virus, hpv), batteriche (Chlamydia trachomatis, gonorrhoeae) o causate da protozoi (thricomonas vaginalis).
Alcune MST sono provocate da microrganismi che usano gli organi sessuali solo come strumenti per penetrare nel corpo umano senza provocare danni locali a livello genitale, ma in altre sedi (AIDS, epatite B e C).
La micosi da candida e l'infezione da micoplasmi/ureaplasma non sono malattie sessualmente trasmesse in quanto si tratta di microrganismi già presenti nella normale flora batterica vaginale e che quindi non hanno bisogno del vettore uomo perché avvenga il contagio.
L'infezione vaginale più comune è la vaginosi batterica, seguita dalla micosi da candida, dalla vaginite aerobica e infine dalle infezioni sessualmente trasmesse.
Sedi d'infezione e sintomi
I patogeni possono aggredire le mucose vulvari, vaginali, cervicali e/o uterine provocando bruciore intimo (ossia vulvare e/o vaginale), dispareunia, prurito intimo e perdite (non più chiare e trasparenti come di norma, ma grigiastre, bianche o gialle). Spesso l'infezione coinvolge anche l'ultima parte dell'uretra (quella verso l'esterno) e le ghiandole parauretrali dando una sintomatologia più simile a quella dovuta alla cistite, più che all'infezione vaginale: bruciore alla minzione, sensazione di mancato svuotamento, urgenza, frequenza.
Dal meato uretrale l'infezione può risalire attraverso l'uretra fino alla vescica dando origine ad una reale cistite. In questi casi purtroppo viene curata solo la cistite con antibiotici che spesso peggiorano il problema infettivo vaginale. Perdurando lo squilibrio vaginale (incrementato dall'antibiotico stesso) e quindi il serbatoio batterico genitale, aumenteranno le condizioni favorevoli allo sviluppo di ulteriori cistiti e vaginiti.
Davanti ad infezioni vescicali ricorrenti pertanto è indispensabile analizzare anche la situazione genitale per escludere che l'origine di questa cronicità sia dovuta ad un'alterazione della flora batterica vaginale.
Importante allora effettuare un tampone vaginale che ricerchi il valore del ph e la quantità di lattobacilli presenti.
- Scritto da Rosanna Piancone
- - Cistite.info APS e convalidato dal Comitato Scientifico
Perché si sviluppi infezione vaginale i patogeni devono essere in grado innanzitutto di raggiungere l'apparato genitale. Ciò viene ostacolato e (in condizioni normali) impedito da alcune barriere in cui essi incappano durante il percorso verso la vagina.
I peli sono il primo ostacolo fisico che incontrano, dopodiché i patogeni vengono contrastati dall'intervento delle secrezioni vaginali.
Queste secrezioni sono particolarmente adatte alla vita di batteri benefici chiamati lattobacilli, che a loro volta condizionano l'ambiente vaginale rendendolo ottimale per la loro sopravvivenza e per il benessere dell'organo stesso.
Le secrezioni vaginali
Provengono dalle cellule piatte dell'epitelio (quelle che tappezzano la parte più superficiale della parete vaginale) e dalle cellule ghiandolari. Queste secrezioni hanno importantissime funzioni difensive:
- contengono glicogeno, che viene trasformato in acido lattico sia dalle cellule della mucosa vaginale, sia dai lattobacilli attraverso un processo di fermentazione. L'acido lattico mantiene basso il ph vaginale, creando un ambiente ideale per i microrganismi benefici. Il glicogeno è proporzionale alla presenza di estrogeni: maggiori sono gli estrogeni e maggiore sarà la quantità di glicogeno nelle secrezioni. In menopausa e nelle bambine il livello degli estrogeni è molto basso, il ph più elevato ed i lattobacilli scarsi.
- il muco vaginale è molto denso. Per i batteri è molto difficile penetrare in questo muco. Per questo le secrezioni vaginali che tappezzano la vagina, rappresentano una efficace barriera fisica impenetrabile dai batteri patogeni.
- Il muco vaginale contiene fibronectina, una molecola che ha un forte legame specifico coi lattobacilli.
- Il secreto vaginale è ricco di macrofagi (cellule che mangiano i batteri; aumentano in fase mestruale e diminuiscono se vengono a contatto con spermicidi) e anticorpi (IgA e IgE), che attaccano i microrganismi patogeni.
- Le secrezioni vaginali sono ricche di sostanze tossiche per i patogeni (chemiochine, citochine, defensine) ad ampio spettro d'azione. Agiscono infatti su batteri gram + e gram-, funghi, protozoi e alcuni virus.
- Contengono inoltre lattoferrina (che lega il ferro presente togliendolo ai batteri che non sopravvivono senza), zinco (con proprietà antibatteriche) e lisozima (un enzima in grado di distruggere le pareti dei batteri).
- Contengono lattobacilli, importanti batteri, che competono con i patogeni.
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Lattobacilli
Scoperti da Doderlein nel 1892, i lattobacilli sono i microrganismi più numerosi presenti nella nostra vagina. Essi variano da un milione a 100 milioni!
Questa flora (chiamata flora di Doderlein) è formata principalmente da: Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus fermentum, Lactobacillus plantarum, Lactobacillus brevis, Lactobacillus jensenii, Lactobacillus casei, Lactobacillus cellobiosus, Lactobacillus leichmanii, Lactobacillus delbrueckii, Lactobacillus salivarius.
Sono batteri Gram+, non patogeni, che vivono sia in presenza di ossigeno, che in sua assenza, sia in ambienti a ph acido, che in quelli a ph alcalino (sebbene quest'ultimo gli tolga importanti sostanze nutritive, quali il glicogeno).
Le funzioni che questi batteri hanno a livello vaginale sono molte e fondamentali. La diminuzione di lattobacilli a livello vaginale provoca la crescita di patogeni favorendo così l'insorgenza di vaginiti, vaginosi, malattie sessualmente trasmesse e candidosi. L'eccesso di lattobacilli provoca invece citolisi.
Vediamo quali sono le importanti funzioni dei lattobacilli.
- Fermentano il glicogeno (attivato dagli estrogeni) trasformandolo in acido lattico, che contribuisce al mantenimento di un ph vaginale acido.
- Producono perossido di idrogeno (acqua ossigenata) inibendo la crescita dei batteri patogeni anaerobi (che vivono senza ossigeno), ma anche dei batteri aerobi (che vivono grazie all'ossigeno) in quanto, oltre ad apportare ossigeno letale per gli anaerobi, questo perossido ha azione tossica sulle cellule batteriche aerobie non lattobacillari. I lattobacilli maggiormente produttori di perossido di idrogeno sono il Lattobacillus crispatus e il Lattobacillus Jensenii. I batteri più danneggiati dal perossido sono la gardnerella, l'escherichia coli e lo stafilococco aureo. Alcuni lattobacilli che producono perossido di idrogeno sono efficaci contro la neisseria gohonorreae in quanto formano una sostanza in grado di ridurre la capacità di questo germe di vivere in presenza di perossido.
- Producono batteriocine, sostanze con effetti antibiotici naturali. Il Lattobacillus casei rhamnosus GRI sembra produrre batteriocine estremamente efficaci verso l'e.coli, il Lattobacillus salivarius ne produce altre attive soprattutto contro l'enterococco fecalis.
- Si nutrono delle stesse sostanze utili ai microrganismi patogeni anaerobi (per esempio l'arginina) togliendogli quindi nutrimento. Il Lattobacillus brevis è il lattobacillo che più degli altri ha questo effetto ed è quindi indicato nelle vaginosi anaerobiche.
- Producono biosurfactanti, molecole cioè in grado di richiamare altri lattobacilli in modo da creare una barriera contro i patogeni. Il Lattobacillus acidophilus e il Lattobacillus fermentum producono un surfactante (la surlactina) che inibisce l'adesione di Enterococco faecalis, E.coli, candida albicans.
- Si legano ai recettori posti sulla mucosa vaginale ed occupandoli tutti, tolgono ai germi patogeni la possibilità di aderire alle pareti vaginali.
- Si co-aggregano, ovvero riescono a legarsi ai germi patogeni impedendogli quindi di aderire alle mucose vaginali e di riprodursi. Il Lattobacillus acidophilus, il Lattobacillus gasseri e il Lattobacillus jensenii, si legano a Candida albicans, E. coli e Gardnerella Vaginalis.
- Scritto da Rosanna Piancone
- - Cistite.info APS e convalidato dal Comitato Scientifico
La flora batterica vaginale comprende tre tipi di microrganismi:
- lattobacilli
- batteri aerobi
- flora anaerobia
L'insieme di tutti questi batteri in perfetto equilibrio tra loro forma la normale flora batterica vaginale. In questo equilibrio i lattobacilli rappresentano il 90% dei microrganismi vaginali totali. I batteri aerobi ed anaerobi, che sono potenzialmente patogeni, invece rappresentano meno del 10% di questo totale. Proprio grazie a questo rapporto 1/10 tra potenzialmente patogeni e lattobacilli, i primi non riescono ad avere il sopravvento e a provocare infezione.
Leggi: Come curare le infezioni vaginali
Lattobacilli
I lattobacilli sono i microrganismi più numerosi presenti nella nostra vagina.
Questa flora (chiamata flora di Doderlein) è formata principalmente da: Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus fermentum, Lactobacillus plantarum, Lactobacillus brevis, Lactobacillus jensenii, Lactobacillus casei, Lactobacillus cellobiosus, Lactobacillus leichmanii, Lactobacillus delbrueckii, Lactobacillus salivarius.
Sono batteri Gram+, non patogeni, che vivono sia in presenza di ossigeno, che in sua assenza, sia in ambienti a ph acido, che in quelli a ph alcalino.
I lattobacilli svolgono importanti funzioni nella difesa dalle infezioni vaginali: mantengono il ph vaginale acido, producono perossido di idrogeno che inibisce la crescita dei patogeni, producono sostanze antibiotiche, competono con i patogeni per le stesse sostanze nutritive, creano una barriera sulle mucose vaginali, che impedisce ai patogeni di aderirvi e colonizzarle.
La diminuzione di lattobacilli a livello vaginale altera l'ambiente vaginale e promuove la crescita di batteri aerobi ed anaerobi, favorendo così l'insorgenza di infezioni vaginali.
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Batteri anaerobi
Oltre alla flora di Doderlein, in vagina sono NORMALMENTE presenti anche altri microrganismi, tra cui i batteri anaerobi. Essi sono innocui, sebbene potenzialmente patogeni, vivono in assenza di ossigeno e solitamente provengono dalla stessa vagina.
I batteri anaerobi presenti in vagina sono: Peptococcus spp. (o stafilococco anaerobio), Peptostreptococcus spp.(o streptococco anaerobio), Streptococcus, Eubacterium, Bacteroides spp, Bacteroides fragilis, Bacteroides melaninogenicus, Bacteroides oralis, Bacterides disiens, Bacteroides bivius, Bacteroides asacharolyticus, Fusobacterium, Veillonella, Propionibacterium, Bifidobacterium, Clostridium, Ureaplasma spp, Gardnerella, Sarcina, Mobiluncus, Actinomices, Prevotella, Micoplasma genitalis, Trichomonas.
L'aumento incontrollato di batteri anaerobi a livello vaginale provoca vaginosi batterica.
Batteri aerobi
Oltre alla flora di Doderlein, in vagina sono NORMALMENTE presenti anche altri microrganismi, tra cui i batteri aerobi. Come i batteri anerobi anche quelli aerobi sono innocui, sebbene potenzialmente patogeni, vivono in presenza di ossigeno e generalmente hanno provenienza intestinale.
I batteri aerobi sono: Staphyloccus epidermidis, Staphilococcus aureus, Corynebacterium, Streptococcus, Gadnerella vaginalis, Enterococcus, Enterobatteriaceae, Mycoplasma hominis, lieviti/candida, Escherichia coli, Klebsiella pneumonie, Neisseria, Proteus mirabilis, Pseudomonas aeruginosa, Enterobacter.
L'aumento incontrollato di batteri aerobi a livello vaginale provoca vaginite aerobica. Nel caso in cui a prendere il sopravvento fossero i lieviti si avrebbe candidosi.
- Scritto da Rosanna Piancone
- - Cistite.info APS e convalidato dal Comitato Scientifico
La salute genitale è data principalmente da tre fattori fondamentali:
- la presenza di lattobacilli vaginali,
- il ph vaginale acido,
- l'integrità delle mucose genitali.
Tutto ciò che compromette una di queste 3 variabili aumenta la possibilità che si sviluppi un'infezione genitale.
Le infezioni vaginali sono sempre la conseguenza della triade alterazione del ph vaginale, diminuzione di lattobacilli e indebolimento della mucosa genitale.
Questo concetto è estremamente importante perché è la causa di TUTTE le vaginiti, vaginosi e candida e quindi dei cura naturale delle infezioni vaginali proposta in questo sito; un approccio che punta al ripristino delle normali difese e che proprio per questo è sempre uguale a prescindere dal patogeno in causa.
- Flora batterica vaginale
- Terapie antibiotiche
- Alterazioni ormonali
- Mucosa genitale
- Infezioni uro-genitali
- Igiene inadeguata
- Rapporti sessuali
- Debilitazione fisica
- Traspirazione cutanea
Alterazione della flora batterica vaginale
La candida e gli altri batteri patogeni sono tenuti costantemente in equilibrio dalla flora batterica benefica (soprattutto lattobacilli e bifidobatteri). Questi batteri vanno ad occupare le pareti intestinali e vaginali, togliendo spazio ai germi patogeni, che in questo modo non riescono ad attecchire alle pareti vaginali, uretrali ed intestinali e di conseguenza a provocare infezione.
Nel momento in cui i lattobacilli diminuiscono, i patogeni prendono il sopravvento e cominciano a crescere indisturbati.
Le cause che provocano riduzione della flora batterica vaginale sono: l'eccessiva igiene intima, le terapie anticoncezionali, la menopausa, l'innalzamento del ph vaginale, gli antibiotici.
Scopri come proteggere la mucosa vulvo-vaginale.
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Terapie antibiotiche
Il maggior fattore predisponente all'infezione è paradossalmente l'uso di antibiotici. Le terapie antibiotiche (spessissimo utilizzate inappropriatamente per curare infezioni di vario genere) eliminano oltre al batterio responsabile dell'infezione, anche tutti i batteri benefici che compongono la normale flora batterica vaginale e intestinale provocando squilibrio della flora vaginale in favore dei microrganismi resistenti agli antibiotici (come la candida). E' molto comune infatti l'insorgenza di infezioni vaginali dopo terapie antibiotiche.
Prima di assumere antibiotici prova a combattere influenze, raffreddori, cistite ed altre infezioni con prodotti naturali come il lisozima e la curcuma.
Gianna Tempera (Dipartimento Scienze Microbiologiche e Ginecologiche, Università di Catania) scrive:
“È infatti ampiamente dimostrato come la maggior parte dei trattamenti antimicrobici impiegati nelle affezioni vaginali presentino un impatto estremamente negativo sulla flora di Doderlein, complicando così la rigenerazione dei lattobacilli costituenti la flora batterica vaginale normale.”
Alterazioni ormonali
Un'altra importante causa di infezione genitale è la diminuzione degli estrogeni, con conseguente diminuzione di glicogeno, abbassamento del ph e diminuzione dei lattobacilli, che lasceranno il posto ai patogeni. La probabilità di sviluppare un'infezione genitale aumenterà quindi in tutte quelle situazioni in cui vi è un calo di estrogeni: uno o due giorni prima del ciclo mestruale, in gravidanza, in menopausa, in caso di terapie ormonali anticoncezionali.
Evita quindi le terapie ormonali contraccettive e sostitutive.
Lesioni della mucosa genitale
Una quarta causa è rappresentata da tutto ciò che compromette l'integrità del primo strato della mucosa genitale. Se questo fosse integro infatti riuscirebbe comunque a difendersi da eventuali patogeni che fossero riusciti a eludere il controllo dei lattobacilli. I microrganismi patogeni infatti si attaccano al primo strato di cellule squamose, che formano un pavimento impenetrabile. Queste cellule in continuo rinnovamento si staccheranno portando con sé i patogeni aderiti ad esse e proteggendo in tal modo gli strati di mucosa sottostanti, più deboli e sensibili. Venendo meno questo strato di cellule superficiali più resistenti, la mucosa resta più vulnerabile agli attacchi microbici.
Questo danno epiteliale può essere provocato, da errate abitudini igieniche, dall'abbigliamento stretto (che sottopone la vulva a forte sfregamento), dall'umidità vulvare che provoca macerazione cutanea (causata da abbondanti secrezioni vaginali continue e dall'uso protratto di salvaslip o di indumenti sintetici), dai rapporti sessuali senza sufficiente lubrificazione e desiderio (quindi senza rilassamento muscolare, senza dilatazione vaginale e con aumento dell'attrito), dalle patologie che rovinano il primo strato della mucosa genitale (vulvodinia, vestibolodinia, infezioni genitali ricorrenti, infiammazioni genitali, dermatiti vulvari, dermatosi vulvari, dispareunia, irritazioni e sensibilizzazioni vulvari).
Nelle adolescenti il rischio di infezione è maggiore rispetto ad una donna adulta per via dell'immaturità delle loro mucose genitali in cui lo strato pavimentoso non è ancora del tutto formato e quindi è maggiormente aggredibile dai patogeni. La stessa cosa vale per le donne in menopausa, le cui mucose vaginali risultano atrofizzate, assottigliate e indebolite dalla carenza di estrogeni.
Ripristina le tue difese genitali con i nostri consigli.
Altre infezioni uro-genitali
Candida, cistiti e infezioni vaginali viaggiano a braccetto e si influenzano l'un l'altra.
L'alterazione dell'equilibrio vaginale comporta un abbassamento delle difese genitali femminili. Su questa base qualsiasi attacco (da parte di batteri, virus o funghi) sarà vincente. Le alterazioni che queste infezioni provocheranno sulla mucosa, indeboliranno ulteriormente l'apparato genitale predisponendo la donna ad ulteriori infezioni vaginali.
Scopri come guarire dalla cistite con rimedi e cure naturali.
Igiene inadeguata
L'igiene intima frequente, i prodotti detergenti e le lavande vaginali, oltre a togliere meccanicamente la normale flora batterica difensiva, provocano sensibilizzazione e reazioni irritative locali, che inducono un processo infiammatorio, il quale diminuisce ulteriormente le capacità difensive della mucosa vaginale favorendo recidive e sovrainfezioni da altri microrganismi. E' frequentissimo infatti trovare infezioni multiple nei tamponi vaginali.
Leggi nel nostro forum come effettuare l'igiene intima.
Rapporti sessuali
Il rapporto sessuale praticato in condizioni di assenza di desiderio, scarsa lubrificazione o contrattura muscolare comporta un maggior attrito effettuato dal pene sulla mucosa vaginale con conseguenti microlesioni, che comprometteranno l'integrità dell'epitelio favorendo infezioni vaginali e cistiti post coitali (da luna di miele).
Scopri come prevenire le cistiti post coitali
Debilitazione fisica
Altri fattori che favoriscono l'insorgere o il perdurare dell'infezione da candida sono tutte quelle patologie, terapie o condizioni che debilitano l'organismo e abbassano il sistema immunitario: terapie cortisoniche e immunosoppressive, chemioterapie, vaccinazioni, infezioni ricorrenti, deficit immunitari, malattie prolungate, dimagrimenti importanti e improvvisi, disbiosi intestinale, intossicazioni da metalli pesanti, alimentazione scorretta, stress, diabete, ecc).
Mancata traspirazione cutanea
Se la cute e le mucose più esterne non ricevono sufficiente aria saranno soggette ad umidità, macerazione e sofferenza. L'uso di indumenti sintetici, assorbenti e di salvaslip non permette a questi tessuti vulvari di traspirare provocando macerazione, umidità, sofferenza vulvare e microlesioni, terreni ideali per la riproduzione della candida.
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- Scritto da Rosanna Piancone
- - Cistite.info APS e convalidato dal Comitato Scientifico
La vaginite aerobica è un'infezione vaginale rappresentata dall'aumento della flora batterica aerobia (cioè che vive in presenza di ossigeno) generalmente di provenienza intestinale.
Classificazione
Come viene classificata la vaginite?
Fino al 2002 le infezioni genitali venivano suddivise in 3 classi:
- malattie sessualmente trasmesse
- vaginosi batteriche
- vaginosi specifiche (da Candida o da Trichomonas)
Le infezioni causate da batteri aerobi, che rappresentano circa il 30% delle infezioni vaginali, erano classificate come “vaginosi aspecifiche” o come “flora intermedia”, “flora mista”, o ancora come “altre infezioni”, considerando queste infezioni una forma di passaggio tra la flora vaginale normale e la vaginosi, in base alla vecchia classificazione di Gardner e Dukes in voga dal 1955 (!!).
Nel 2002 Donder definì una nuova classificazione che relegava il termine di vaginosi alle sole infezioni provocate da un aumento della flora batterica anaerobia ed introdusse il termine di vaginite aerobica inserendo in tale categoria tutte le infezioni causate da batteri aerobi di origine prevalentemente intestinale. Ciò ha permesso la distinzione tra due patologie ben differenti e ha consentito di trovare terapie mirate a questo tipo di infezione, che prima veniva curata con farmaci efficaci sui batteri anaerobi (metronidazolo), ma inefficaci sui batteri aerobi.
Approfondimento: La vaginosi
Le cause
Quali sono le cause della vaginite?
La vaginite aerobica ha la stessa origine della vaginosi: l'alterazione della normale flora batterica vaginale con netta diminuzione dei lattobacilli. Al contrario della vaginosi su questa base aumenta la proliferazione dei batteri aerobi intestinali invece che quelli anaerobi.
I microrganismi responsabili di vaginite aerobica sono:
- Escherichia coli (il maggior responsabile di vaginiti aerobiche)
- Streptococcus agalactie
- Enterococcus
- Mycoplasma hominis
- lieviti/Candida
- Staphilococcus aureus
- Klebsiella pneumonie
- Neisseria (escluse le specie meningitidis e gonorrhoeae)
- Proteus mirabilis
- Pseudomonas
- Enterobacter
Approfondimento: I lattobacilli
I sintomi
Quali sono i sintomi della vaginite?
La vaginite aerobica è caratterizzata dalla presenza di leucociti e quindi da una franca infiammazione delle mucose con conseguente sintomatologia definita spesso come "bruciore intimo". Come per tutte le infezioni vaginali, è facile che anche ai batteri responsabili di vaginite se ne aggiungano altri responsabili di vaginosi o di malattie sessualmente trasmissibili (HPV, Trichomonas, ecc.). Mentre la vaginosi è prevalentemente asintomatica, la vaginite aerobica provoca:
- bruciore
- prurito
- dispareunia
- eritema delle mucose vulvo-vaginali talvolta con ulcerazioni
- perdite giallastre maleodoranti, ma senza odore di pesce tipico della vaginosi
- ph che risulta molto più elevato rispetto alla vaginosi e supera addirittura il 6
Convenzioni per i soci
La terapia
Qual è la terapia per la vaginite?
Le cure delle infezioni vaginali prevedono due tipi di approccio terapeutico:
- approccio tradizionale demolitivo, che punta alla lotta del patogeno tramite l'uso di antibiotici
- approccio ricostruttivo, che puntando al ripristino delle difese fisiologiche attraverso prodotti naturali rappresenta la cura definiva contro la vaginosi aerobica. Cistite.info APS(punto di riferimento in Italia per il benessere uro-genitale che offre sostegno concreto attraverso corsi, consulenze e attività guidate da esperti, in collaborazione con medici esperti), ha formulato una serie di prodotti specifici per la vaginite aerobica. I nostri soci beneficiano di un 20% di sconto su questi prodotti.
La nostra associazione ha creato una lista di medici selezionati esperti in questa patologia e una lista di medici convenzionati che applicano uno sconto ai nostri soci.
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Bibliografia
- “Aerobic vaginitis: no longer a stranger.” Donders GGG, Bellen G, Grinceviciene S, Ruban K, Vieira-Baptista P.
- “The pathogenesis of prevalent aerobic bacteria in aerobic vaginitis and adverse pregnancy outcomes: a narrative review.” Ma X, Wu M, Wang C, Li H, Fan A, Wang Y, Han C, Xue F.
- “Aerobic vaginitis: antibiotic resistance trend and future actions of antimicrobial diagnostic stewardship.” Foglia F, Della Rocca MT, Montella F, Vasco M, Chianese A, Zannella C, De Filippis A, Finamore E, Galdiero M.
- “The Vaginal Microbiome: II. Vaginal Dysbiotic Conditions.” Lev-Sagie A, De Seta F, Verstraelen H, Ventolini G, Lonnee-Hoffmann R, Vieira-Baptista P.
- “Diagnostic and therapeutic advancements for aerobic vaginitis.” Han C, Wu W, Fan A, Wang Y, Zhang H, Chu Z, Wang C, Xue F.
- Scritto da Rosanna Piancone
- - Cistite.info APS e convalidato dal Comitato Scientifico
La vaginosi batterica è una delle infezioni vaginali più frequenti ed è caratterizzata dalla diminuzione dei lattobacilli benefici e dall'aumento della flora batterica anaerobia (cioè che vive senza ossigeno), normalmente presente in vagina in quantità minime.
Due delle vaginosi più comuni sono l'infezione da Gardnerella e quella da Mycoplasma genitalis.
Le cause
Quali sono le cause della vaginosi?
I batteri patogeni sono costantemente tenuti sotto controllo dai lattobacilli, che ne impediscono la riproduzione eccessiva e quindi la possibilità di creare malattia. I lattobacilli infatti producono acqua ossigenata, cioè acqua ricca di ossigeno, che impedisce la sopravvivenza o la riproduzione di quei batteri, funghi, virus e mycoplasmi che non vivono in presenza di ossigeno. Inoltre i lattobacilli trasformano il glicogeno presente nelle secrezioni vaginali in acido lattico, che abbassa il ph vaginale rendendo l'ambiente ideale per loro stessi.
In condizioni normali la vagina ospita “solo” 100.000 batteri in ogni grammo di secrezione. Nella vaginosi il numero dei batteri anaerobi arriva a 1000/10000 milioni di microrganismi superando anche di 10 volte quello dei lattobacilli.
In queste condizioni i batteri anaerobi sfuggono al controllo dei lattobacilli e si riproducono indisturbati provocando vaginosi.
Le vaginosi più comuni sono provocate da Stafilococco anaerobio, Streptococco anaerobio, Ureaplasma, Gardnerella, Trichomonas vaginalis, Sarcina, Mobiluncus, Actinomices, Prevotella, Micoplasma genitalis.
Approfondimento: I lattobacilli
I sintomi
Quali sono i sintomi della vaginosi?
La vaginosi è caratterizzata da:
- un ph vaginale superiore a 4.5
- abbondanti perdite bianco-grigiastre e maleodoranti
- assenza di infiammazione e quindi assenza di sintomi, tipici invece delle vaginiti aerobiche
- odore simile a quello del pesce.
I batteri anaerobi infatti in ambiente alcalino producono poliamine (spermina, spermidina, putrescina e cadaverina), sostanze che rendono le secrezioni maleodoranti. L'odore diventa più forte in fase post mestruale e dopo i rapporti sessuali perchè sangue e sperma sono alcalini e favoriscono quindi il rilascio di queste poliamine maleodoranti. Queste sostanze nel tempo provocano esfoliazione dell'epitelio vaginale facendo insorgere bruciore, prurito e dispareunia. L'indebolimento delle mucose inoltre può dar luogo ad infezioni più importanti (spesso le vaginosi si accompagnano ad altre infezioni), a sensibilizzazione locale e alla cronicizzazione del dolore.
Approfondimento: I fattori che provocano dolore cronico
La diagnosi
Come si effettua la diagnosi della vaginosi?
La diagnosi di vaginosi viene posta se sono presenti questi parametri:
- secrezioni abbondanti (leucorrea) e uniformi
- ph vaginale superiore a 4.5
- odore di pesce dopo aver messo a contatto le secrezioni con idrossido di potassio (whiff test, o fish test, o amine test, o odor test, o sniff test, o fishy odor test, o test dell’odore fetido)
- presenza nelle secrezioni valutate al microscopio di clue cell, cioè di cellule epiteliali che hanno sulla loro superficie numerosi batteri patogeni attaccati (se queste cellule sono almeno il 20% del totale delle cellule epiteliali nelle secrezioni il test è positivo)
- assenza o diminuzione drastica di lattobacilli
- tampone vaginale. positivo a Gardnerella o Mobilunculus
- test di Nugent positivo (permette di valutare la gravità della vaginosi rapportando la quantità di batteri presenti alla quantità di leucociti presenti: da 7 a 10 sarà una vaginosi franca, da 3 a 6 una vaginosi al limite tra normalità e patologia, al di sotto del 3 la vaginosi è assente
Convenzioni per i soci
La terapia
Come avviene la terapia della vaginosi?
Le cure delle infezioni vaginali prevedono due tipi di approccio terapeutico:
- approccio tradizionale demolitivo, che punta alla lotta del patogeno tramite l'uso di antibiotici
- approccio ricostruttivo, che puntando al ripristino delle difese fisiologiche attraverso prodotti naturali rappresenta la cura definiva contro la vaginosi batterica. La nostra associazione, in collaborazione con medici esperti, ha formulato una serie di prodotti specifici per la vaginosi batterica. I nostri soci beneficiano di un 20% di sconto su questi prodotti
A supporto di chi desidera affrontare le proprie problematiche intime in modo naturale, cistite.info APS mette a disposizione percorsi e attività pensate insieme a professionisti qualificati. L’associazione si impegna ogni giorno a diffondere conoscenza e strumenti pratici per il benessere uro-genitale, offrendo ai soci numerosi vantaggi.
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Bibliografia
- “Bacterial Vaginosis-Vaginal Polymicrobial Biofilms and Dysbiosis.” Swidsinski S, Moll WM, Swidsinski A.
- “Bacterial vaginosis and its association with infertility, endometritis, and pelvic inflammatory disease.” Ravel J, Moreno I, Simón C.
- “Recurrent bacterial vaginosis.” Ellington K, Saccomano SJ.
- “Bacterial vaginosis: a primer for clinicians.” Reiter S, Kellogg Spadt S.
- “Bacterial vaginosis.” Sobel JD.
- Scritto da Rosanna Piancone
- - Cistite.info APS e convalidato dal Comitato Scientifico
I Mycoplasmi sono i batteri più piccoli che esistano in natura. Possono sopravvivere sia in presenza che in assenza di ossigeno. Sono presenti in tutte le specie viventi:
- nell'uomo
- nei pesci
- negli uccelli
- nei rettili
- sulle piante
I Mycoplasmi più comuni nell'uomo sono il Mycoplasma hominis (lo si trova nel 10% dei tamponi vaginali positivi ai Mycoplasmi e provoca vaginiti) e l'Ureaplasma urealyticum (nel 90% dei tamponi, provoca vaginosi). Minore è la presenza di Mycoplasmi penetrans e genitalium, la cui capacità di provocare malattia è dubbia.
Cistite.info APS, punto di riferimento da più di vent'anni in Italia per chi desidera affrontare in modo naturale i disturbi uro-genitali, ha messo appunto uno Schema di cura specifico per aiutarti a combattere e prevenire le infezioni da Mycoplasma e Ureaplasma.
Cause
Quali sono le cause delle infezioni da Mycoplasma e Ureaplasma?
In base alle fonti letterarie piuttosto discordanti, l'Ureaplasma in quantità inferiori a 1000/10.000 UCC (unità cambianti colore) è considerato un microrganismo facente parte della normale flora batterica e quindi innocuo fino a che condizioni di deficit immunitari e alterazione dei normali equilibri genitali non gli consentono di riprodursi in maniera incontrollata. Non c'è consenso sulla carica patologica da trattare, ma indicativamente non si procede a terapia se non vi sono sintomi.
Le donne più colpite dall'infezione sono quelle fertili con età compresa tra i 20 ed i 40 anni (70% delle infezioni totali da Mycoplasmi). Tuttavia vengono contagiate anche bambine ed anziane che non hanno rapporti. Questo dimostra che il contagio non avviene per via sessuale e che pertanto questo tipo di infezione non deve essere classificata come malattia sessualmente trasmissibile (MST).
Sintomi
Quali sono i sintomi delle infezioni da Mycoplasma e Ureaplasma?
A livello uretrale i Mycoplasmi provocano:
- secrezioni
- stranguria (dolore ad urinare)
- disuria (disturbi della minzione)
A livello genitale:
- bruciore vulvare
- prurito
- xantorrea (perdite gialle e sierose)
- dispareunia
- infezioni vaginali concomitanti
L'Ureaplasma riesce a trasformare l'urea in ammoniaca rendendo molto alcalino l'ambiente in cui si trova. L'alcalinità vaginale comporta sofferenza dei lattobacilli vaginali aprendo la porta ad infezioni sovrastanti (soprattutto Candida, Gardnerella, Streptococco beta emolitico).
Diagnosi
Come si effettua la diagnosi delle infezioni da Mycoplasma e Ureaplasma?
I Mycoplasmi non vengono rilevati con gli esami colturali tradizionali, ma bisogna farne richiesta specifica.
Possono essere ricercati tramite tamponi (vaginali, cervicali e uretrali), urinocoltura, spermiocoltura e nel sangue tramite prelievo ematico.
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Terapia
Come si curano le infezioni da Mycoplasma e Ureaplasma?
La cura delle infezioni da Ureaplasma e Mycoplasmi prevede due tipi di approccio terapeutico:
- approccio terapeutico tradizionale demolitivo, che punta alla lotta del patogeno tramite l'uso di antibiotici
- approccio terapeutico ricostruttivo, che punta al ripristino delle difese fisiologiche attraverso prodotti naturali.
Si tratta del “protocollo Miriam”: una terapia naturale composta da una cura orale, una locale ed una serie di consigli comportamentali. Grazie al ripristino della flora vaginale rappresenta la cura definitiva contro ureaplasma e Mycoplasmi.
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Il D-mannosio si è rivelato efficace anche sulle infezioni urinarie da Ureaplasma.
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"Ragazze, sono qui a scrivervi la mia testimonianza sul l'ureaplasma!!!! E bene si!!! Dopo mesi e mesi di continui rifiuti di prendere antibiotici ho debellato questo maledetto che si trovava oltre che in vagina anche in vescica attraverso l'utilizzo dell D-Mannosio!!!!
Il tutto mi è' stato consigliato al reparto di ginecologia del negrar, dopo una visita per endometriosi, ebbene, con mio enorme stupore ha funzionato. Il carico iniziale indicatomi e' stato 4/5 dosi giornaliere, per poi passare dopo 10 giorni a 3 dosi. Già al secondo giorno ho notato una differenza, non tanto nella sintomologia ma nell aspetto della mia pipì, che sembrava torbida e con petacchie bianche, solo dopo 4/5 giorni ho iniziato ad avere un po' di benessere sui sintomi, che piano piano dono andati sempre più a diminuire!
Ragazze, di cuore, spero che questa mia testimonianza possa essere di aiuto a tutte quelle che come me trovano in questo forum il proprio faro in un periodo buoi."
Simonetta 23/09/2014 (Cistite.info)
Ureaplasma e Mycoplasma sono davvero pericolosi?
No, non lo sono. A conferma di ciò abbiamo molte testimonianze sia delle nostre utenti, sia dai medici, sia da numerosi studi.
“Riporto la mia testimonianza in merito alle infezioni da Ureaplasma. A novembre faccio un tampone vaginale da cui vien fuori una positività all'ureaplasma. Contatto il mio ginecologo perchè da agosto avvertivo fastidi vari. Speravo di aver trovato la causa di quei fastidi e quindi curo l'ureaplasma con l'antibiotico nonostante il mio ginecologo mi avesse detto che i fastidi che avvertivo non erano dovuti all'ureaplasma. Anzi a detta del mio ginecologo l'ureaplasma non crea problemi nè di fertilità nè di altro tipo ed è del tutto asintomatico. Anche mio marito, del tutto asintomatico, cura l'ureaplasma con antibiotico anche perchè stiamo provando ad avere un figlio e molti ritengono che l'ureaplasma tagli la testa degli spermatozoi!!Nonostante la cura i miei fastidi non passano e infatti il mese successivo il Dottor Pesce mi diagnostica una vestibolodinia di media intensità. Quindi i fastidi che provavo non dipendevano dall'ureaplasma. Anche il Dottor Pesce mi conferma che l'ureaplasma è asintomatico e non va curato (…) Il Dottor Pesce mi ha precisato che molti ginecologi quando si trovano di fronte a questo tipo di infezione si allarmano perchè la ritengono molto pericolosa. In sostanza ci sono 2 scuole di pensiero al riguardo. Tra l'altro anche l'urologo a cui mi ero rivolta prima della visita dal Dottor Pesce sosteneva che non si tratta di infezione pericolosa”
Arual 22/04/2015 (cistite.info)
Approfondimento: allarmismo ingiustificato su Ureaplasma e Mycoplasma
Bibliografia
- “Participation of the genital mycoplasmas: Ureaplasma urealyticum and Mycoplasma hominis in the processes of preterm birth” Museva A, Shopova E, Dimitrov A, Nikolov A.
- “ Association between genital mycoplasmas (Ureaplasma urealyticum and Mycoplasma hominis) and HIV infection: a systematic review and meta-analysis.” Boujemaa S, Singh-Suri G, Kaur G.
- “Serologic studies of human genital mycoplasmas: distribution of titers of mycoplasmacidal antibody to Ureaplasma urealyticum and Mycoplasma hominis in pregnant women.” Lin JS, Radnay K, Kendrick MI, Rosner B, Kass EH.
- “Adverse pregnancy and birth outcomes associated with Mycoplasma hominis, Ureaplasma urealyticum and Ureaplasma parvum: a systematic review and meta-analysis.” Jonduo ME, Vallely LM, Wand H, Sweeney EL, Egli-Gany D, Kaldor J, Vallely AJ, Low N.
- Scritto da Rosanna Piancone
- - Cistite.info APS e convalidato dal Comitato Scientifico
La Gardnerella (definita anche corinebacterium vaginae o haemophilus vaginalis) è un piccolo batterio anaerobio presente in vagina nel 30% delle donne in quantità minime, non sufficienti a provocare malattia.
Nonostante l'infezione da Gardnerella sia stata inserita recentemente tra le vaginosi anaerobiche, sono purtroppo ancora molti gli specialisti che la considerano una malattia sessualmente trasmissibile, tanto che, essendo di solito assente nelle bambine, la sua presenza vaginale suggerisce loro il sospetto di abusi sessuali.
Cause
Quali sono le cause dell'infezione da Gardnerella?
La diminuzione o l'assenza di lattobacilli vaginali permette alla Gardnerella di prendere il sopravvento e di riprodursi incontrollata.
Finché resta sotto controllo la Gardnerella è innocua e non dà alcun sintomo. Nel momento in cui supera il numero di lattobacilli si comincerà ad avvertire la sua presenza.
Sintomi
Quali sono i sintomi dell'infezione da Gardnerella?
Quando la Gardnerella prende il sopravvento sui lattobacilli è possibile che si manifestino alcuni sintomi quali:
- abbondanti secrezioni bianco-grigiastre maleodoranti (simili all'odore del pesce), soprattutto dopo il contatto con sostanze alcaline come sangue mestruale, sperma, detergenti alcalini, bicarbonato di sodio
- bruciore leggero
- irritazione
- raramente prurito genitale (definito spesso prurito intimo)
Come per le altre infezioni vaginali non è chiaro se la malattia infiammatoria pelvica e le complicanze in gravidanza o sul neonato siano una conseguenza di questi microrganismi patogeni, della mancanza di lattobacilli o di altro.
Diagnosi
Come si effettua la diagnosi dell'infezione da Gardnerella?
La valutazione dell'infezione da Gardnerella viene fatta attraverso i test utilizzati per la diagnosi delle vaginosi:
- il tampone vaginale
- il fish test
- la rilevazione del ph (che risulta superiore a 4,5)
- la presenza di clue cell
- il test di Nuget
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Terapia
Come si può curare l'infezione da Gardnerella?
Le cure delle infezioni vaginali prevedono due tipi di approccio terapeutico:
- approccio tradizionale demolitivo, che punta alla lotta del patogeno tramite l'uso di antibiotici
- approccio ricostruttivo, che punta al ripristino delle difese fisiologiche attraverso prodotti naturali.
All’interno di questo percorso di consapevolezza e cura naturale si inserisce anche cistite.info APS, punto di riferimento nazionale per la prevenzione e il trattamento dei disturbi uro-genitali. L’associazione propone corsi, attività e consulenze mirate, offrendo ai soci vantaggi esclusivi e agevolazioni sui servizi dedicati.
Scopri i servizi dedicati ai soci di cistite.info APS
Bibliografia
- “Gardnerella vaginalis in urinary tract infections, are men spared?” Boyanova L, Marteva-Proevska Y, Gergova R, Markovska R.
- “Gardnerella vaginalis as a Cause of Bacterial Vaginosis: Appraisal of the Evidence From in vivo Models.” Morrill S, Gilbert NM, Lewis AL.
- “Gardnerella vaginalis: characteristics, clinical considerations, and controversies.” Catlin BW.
- “Gardnerella vaginalis and its clinical syndrome.” Balsdon MJ.
- Scritto da Rosanna Piancone
- - Cistite.info APS e convalidato dal Comitato Scientifico
La citolisi è un'infezione vaginale provocata dall'aumento eccessivo di lattobacilli di Doderlein normalmente presenti nelle secrezioni vaginali. I lattobacilli sono batteri "buoni", che proteggono la donna dalle infezioni vaginali. Tuttavia un eccesso di lattobacilli di Doderlein può alterare il normale equilibrio della flora vaginale. L'eccesso di lattobacilli infatti, abbassa troppo il ph vaginale, che diventa troppo acido danneggiando le cellule delle mucose. Citolisi vuol dire infatti distruzione delle cellule.
Approfondimento: I lattobacilli
Le cause della citolisi
Quali sono le cause della citolisi?
Si suppone che alla base di tale patologia ci siano:
- fattori genetici
- alterazioni immunitarie locali
- un apporto spropositato di lattobacilli dall'esterno (tramite per esempio terapie vaginali con probiotici senza effettiva necessità)
Convenzioni per i soci
I sintomi della citolisi
Quali sono i sintomi più comuni della citolisi?
La sintomatologia può essere assente, ma laddove presente è simile a quella provocata dalla candida: prurito, bruciore, perdite biancastre abbondanti, con peggioramento (o insorgenza) nella fase premestruale.
Approfondimento: I sintomi della candida
La diagnosi di citolisi
Come si ottiene la diagnosi di citolisi?
La diagnosi di citolisi viene effettuata tramite tampone vaginale che valuti anche il ph ed i lattobacilli. Se il ph è molto acido (sotto il 3,5) e i lattobacilli elevati, si è presumibilmente di fronte ad una citolisi. Il ph può essere rilevato comodamente a casa utilizzando gli stick per la valutazione del ph vaginale.
Anche la quantità di lattobacilli presenti in vagina può essere rilevata comodamente a casa: il Gyno-canestest è un tampone vaginale, che misura il ph vaginale rivelando l'eccesso o il difetto di lattobacilli.
Il riscontro di quantità eccessive di lattobacilli è importante sia per escludere che si tratti di un'infezione da candida (vista la sintomatologia simile), sia per evitare di introdurre ulteriori lattobacilli, che alimenterebbero la citolisi peggiorando la sintomatologia.
La cura della citolisi
Come si cura la citolisi?
La migliore terapia consiste in lavande con bicarbonato di sodio (1/2 cucchiaino) disciolto in acqua tiepida (200cc), a giorni alterni, per un periodo non troppo lungo per evitare di incorrere nella situazione opposta di eccessiva alcalinizzazione, diminuzione drastica di lattobacilli e insorgenza di vaginosi batterica o vaginite aerobica.
Per aiutare a ridurre i dolori e favorire il benessere uro-genitale, CISTITE.INFO APS(punto di riferimento in Italia per la prevenzione e il trattamento naturale dei disturbi uro-genitali, sostiene le donne con percorsi mirati e professionisti qualificati), propone corsi e attività specifiche pensate proprio per alleviare i fastidi portati dalle infezioni vaginali.
Diventando socio si può inoltre accedere a numerose agevolazioni economiche su corsi, consulenze mediche gratuite e iniziative dedicate.
Agevolazioni: Convenzioni per i soci
Bibliografia
- “Semaglutide-associated Hepatic Cytolysis. Clin Gastroenterol Hepatol.” Viard D, Rey P, Gérard AO.
- “A study of Doderlein's vaginal bacillus.” HUNTER CA Jr, LONG KR, SCHUMACHER RR.
- “Döderlein's bacillus: friend or foe?” Seligman SA.
- “Döderlein's Vaginal Bacillus: A Contribution to the Study of the Lacto-Bacilli.” Cruickshank R.
- Scritto da Rosanna Piancone
- - Cistite.info APS e convalidato dal Comitato Scientifico
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